c'è sempre qualcosa, DietroLaCurva. anche se non sai cosa. anche se non sai quando. anche se non sai come. né con chi.
"è questo il portone" dici. e lei ti guarda sorpresa. non capisce. "quale portone? di cosa?". "il portone. è questo. stiamo per entrare qui. non chiedere. lo scoprirari". "chi è?" la voce al citofono, suono disturbato, indefinito. "sono M" dici. il clang metallico della serratura del portone che scatta. allunghi la mano apri il portone "entriamo dai". lei è titubante, ma ti segue. vedi il suo sguardo stupito, ma ti segue. percorrete il cortile. si guarda in giro. "non me lo dirai dove stiamo andando vero?" "no, tanto ora lo scopri". alla base delle scale, "dobbiamo salire, ma prima..." e mentre lo dici ti togli la sciarpa dal collo. gliela passi intorno alla testa. le bendi gli occhi. gliela leghi dietro. "ti guido io, attenta agli scalini" le dici. la abbracci dal fianco. la guidi sulle scale. senti il suo dubbio. lo senti nel silenzio senza parole. ti segue. due piani. quattro rampe di scale. siete arrivati. la porta è in fondo al corridoio. lo percorri abbracciandola. "siamo arrivati." le dici. e apri la porta con la mano. entri per primo. poi tenendola per mano porti dentro lei. voci. ci sono 3 persone che parlano e ridono. lì nella stanza. "ciao" "ciao" ciao" scambio di saluti veloce. sanno perchè siete lì. non vi degnano di troppa attenzione. "L è di là?" "sì, andate" guardano incuriosite lei bendata, sorridono, lo trovano divertente. "andiamo seguimi tienimi la mano" attraversate la stanza. la porta è in fondo a sinistra. la apri. entri. e tenendola per mano entra anche lei. le voci spariscono quando chiudi la porta. resta solo un brusio sullo sfondo. lei è lì. in piedi. che vi guarda. sorride. le sorridi. "ciao, ti trovo bene... quanto tempo... sei sempre bellissima..." "anche tu, sei bello... e anche lei. niente male. bravo. una bella fighetta" e intanto M ti stringe la mano. non capisce. senti il suo turbamento. L si avvicina. nuda. un paio di slip. bianchi. che risaltano accecanti sulla pelle mulatta. i capelli lunghi. ricci. neri. la pelle scura. splendida. si avvicina. sfiora con due dita il volto di M. "stai tranquilla. fidati. sarà splendido per te" le sussurri da dietro. mentre le togli il giubbotto. resta con il vestitino viola leggero che le avevi chiesto di mettere. senza slip. senza reggiseno. con gli stivali. immobile. in piedi. L le sfiora il viso. con due dita. lentissima. le prende una mano. la porta verso il proprio viso. per farsi toccare. conoscere. due dita diventano una mano. accarezza il volto di M. con il palmo. le dita sul collo. sotto i capelli. M cambia respiro. la vedi rilassare i muscoli. le carezze fanno effetto. piega la testa di lato per premersi la mano di L tra viso e collo. e inizia. a sfiorarle il viso. dita. poi mano. zigomi. guancia. labbra. L due mani, ora. passa dita sulle sue labbra. M le apre. e prende il dito tra le labbra. e avvicina il volto a quello di L. la seconda mano di L. scende. lungo il collo. lungo il vestito. scorre sul decolté. M respira forte. si fa avanti. le piace. si vede. lo senti. tu le stai dietro. le premi petto sulla schiena. le tue mani sui sui fianchi. il tuo pube sulle sue natiche. te le sfrega addosso. la senti. eccitarsi. abbandonarsi. le tue mani la tengono e accarezzano per i fianchi. le premi contro. guardi le mani di L su di lei. guardi le dita di M nella bocca di L. che gliele succhia. piano. bacimordi la nuca di M. la senti respirare affannata. la guardi prendere una mano di M. e portarsela sul seno. e stringersela addosso. la guardi allungare una mano. sul seno di L. "cazzo che bello" dici. mentre tiene il seno nel palmo della mano. L allunga il viso in avanti. respira sul volto di M. poi, sfiora la guancia con la guancia. e bacia te, oltre la testa di M. che si gira. con la lingua sente le vostre bocche. "bacia me, non lui. bacia me" e L sorride, e gira la testa. e la sua bocca su quella di M. labbralingua. si premono addosso. seno contro seno. pube contro pube. tu schiacci da dietro. M presa in mezzo. si muove. fianco bacino pubenatiche. si sfrega. davantidietro. "siediti L" dici. si siede. sul letto. "inginocchiati M. percorrila. assaggiala. scoprila" M si inginocchia. davanti a L. cerca con le mani il suo volto. lo trova. la bacia. e poi. bocca scende. labbra. mento. collo. petto. scorre l'incavo del seno. gira lungo la curva. risale. linguasupelle. in linea retta arriva al capezzolo. lo succhia. affonda il volto. lo preme nel seno. scopre sensazioni. cieca. bendata. "scendi ora. scendi con la bocca" e lei scende. lenta. capezzolo. seno. sterno. bocca dello stomaco. pancia. ora orizzontale. scorre la lingue sulla sua pancia. affonda nell'ombelico. "non perdere tempo. scendi" e la tua mano da dietro solleva la gonna. la appoggi. sulle natiche. le apri. con due dita la percorri. natiche. ano. perineo. sfiori le labbra. perineo ano natiche. e scendi ancora. mugola, ora. e la bocca scende le sue mani salgono sui fianchi dita sotto l'elastico degli slip e glieli sfila. la bocca scende. sul pube. si sofferma. lecca. affonda il naso odora scende. e trova. il cazzo di L. sorpresa si blocca si stacca "succhialo. eccitala. fai del tuo meglio. scopala con la bocca" e lei scende la testa. la affonda. inizia leccando. il cazzo di L. percorrendolo. L e le sue mani sulla testa di M nei sue capelli. le tue dita scorrono culofiga. e premi. scorrendo. affondando un pò. senti la sua eccitazione. labbraaperte. fradice. calde. e ora prende il cazzo. indurito. alto. lineare. lo prende in mano. lo fa scivolare nella sua bocca. togli la mano. ti togli i pantaloni., gli slip. guardando. il cazzo che scompare nella sua bocca. riemerge. scompare. ti avvicini. prendi la mano di M. la porti sul tuo cazzo. lei ti tira. prende i vostri due cazzi li tiene insieme. sorride. "la puttana di entrambi, eh? ok. vi voglio." e tiene insieme i due cazzi li preme uno sull'altro. e li porta in bocca. entrambi.
il tuo cazzo che sfrega su quello di L. si sfregano cappella asta addosso. si induriscono a vicenda. M che vi tiene in mano. che vi sfrega uno sull'altro. "vi piace, eh?" dice ridendo. sente l'effetto. un cazzo in ogni mano. li porta verso la propria bocca. prima uno. cappella. lingua. poi, affonda. gola. ne esce. di nuovo, affonda. esce. poi l'altro. cappella. lingua. poi, affonda. gola. ne esce. di nuovo, affonda. esce. due cazzi che si sfregano e le riempiono la bocca insieme, ora. tu e L muovete il bacino. le scopate la bocca insieme. vi baciate tra voi. poi, L appoggia la mano sulla tua testa. ti sorride. ti spinge in giù. ti inginocchi. di fronte ad M. le sleghi la bendi. vuoi che guardi. vuoi che vi guardi. affonda il cazzo di L nella propria bocca. e la guarda negli occhi. elettrica elettrizzata. affonda il cazzo. lo tira fuori. te lo porge. lo lecchi. lo lecca. lo leccate entrambi. slinguandovi attraverso la superficie del cazzo di L. lo percorrete inseguendendovi le lingue. le mani di M che cercano il tuo cazzo. che se lo sfregano sulla figa. labbra caldefradiceaperte. scivoli intorno a M. le vai dietro. con le mani tiri i fianchi di L portandola ad affondare il cazzo nella bocca di M. mentre la fai sdraiare. succhia sdraiata, ora. è persa. sdraiata. L sopra di lei. che si china. che prende il tuo cazzo. che se lo porta in bocca. due cazzi duri. tesi. allo spasmo.
vi rivolgete a M. vi siete intesi con uno sguardo. vi sorridete, tu e L. L si sdraia. con la mano tiene il cazzo ritto. verso l'alto. M lo guarda. lo tocca. "lo vuoi vero?" "sì...." "scopatela, allora". M scivola su L. si sdraia su di lei. i seni premuti contro. le bocche che si cercano. le lingue. ti sdrai tra le loro gambe. inizi a leccare. il cazzo di L. le labbra di M. non sai bene cosa. sfreghi lingualabbradenti su figacazzo. sfreghi il cazzo di L sulle labbra aperte arrossate larghe di M. M scivola indietro. movimento fluido. si impala sul cazzo di L da sola. la senti gemere. mentre affonda dentro di lei. lecchi. lecchi figacazzo. M si scopa L. è lei che vuole e prende. tu sei fastidiopiaceregelosiaeccitazione tutto insieme. guardi il cazzo di L che entra e esce da M. guardi i fianchi e il culo di M che scorrono e ballano il proprio ritmo. e la tua lingua è sul culo di M. lo lecchi. lo aggiri. lo penetri. lo scopi. lo bagni. ti stacchi. appoggi il tuo cazzo. "entra. sfondami il culo. scopatemi dai scopatemi vi prego". lo fai. un colpo secco. per farle male. per gelosia. per rabbia. perchè ti eccita vederla scopare così. entri secco. affondi. rude. l'urlo di M. il culo che si stringe. senti il suo dolore. ne godi. L scorre il cazzo dentro di lei. lo senti. scorre contro il tuo. scorre attraverso il corpo di M. "fammi male. fammi venire dal male". M è oltre. in un mondo di pure sensazioni. ansima respiro rotto. si struscia contro L. le lecca la bocca e la faccia. con le mani le afferri i fianchi. stringi. spinge. ti sbatte il culo addosso. con il tuo cazzo che le scorre dentro. senti il suo male. senti il suo piacere. senti L sfregare cazzo sul tuo cazzo attraverso il corpo di M. che viene. spasmi. urlando. sbattendo forte indietro a prenderesi i due cazzi fino in fondo. stringe. le mani sul seno di L. la bocca sulla bocca di M. stringe i muscoli anali intorno al tuo cazzo. mentre le affondi cazzo e sperma in fondo dentro lei.
crolla.
sfinita.
L dentro di lei. tu dentro di lei.
ansima. "non... smettete... scopatemi ancora... così.... continuate.... scopatevi la vostra puttana...."
"danza per me". e indietreggia di tre passi, finchè non va a sbattere con il retro del ginocchio contro il bordo del letto. si ferma. e si lascia scivolare verso il pavimento, dicendole "danza per me. voglio vederti ballare" mentre si siede per terra incrociando le gambe. continuando a fissarla. premendole addosso lo sguardo. "mi imbarazzi, così" "fallo. ti prego. voglio che balli per me. ti prometto che non te ne pentirai". lei ha lo sguardo dubbioso. poi, si volta, e si dirige verso la cassettiera. scorre con le dita il dorso dei cd ammonticchiati. ne estrae uno, lo toglie dalla custodia, apre il lettore e lo infila dentro. inizia una musica araba. lei gli dà ancora le spalle, quando inizia a muoversi a tempo. movimenti accennati, dapprima. poi, lentamente, gesto dopo gesto, si scioglie nel ritmo. scorre sopra la melodia. gli dà le spalle, e inizia a perdersi nel suono. i movimenti prima accennati sono sempre più fluidi. liquidi. scivolati. non ci sono frizioni né forzature nel suo modo di muoversi. ha trovato la musica, e la sta seguendo. lui continua a fissarla. guarda la sua schiena. le sue spalle. l'ondeggiare dei capelli lunghi e neri. continua a fissarla. il movimento ipnotico dei suoi fianchi. lo scivolamento delle sue natiche. lui continua a fissarla. mentre si alza. mentre colma la distanza da lei. continua a fissarla. mentre si ferma a una trentina di centimetri dietro di lei. lei si muove sulla musica. lui è fermo che la guarda, così vicino che ad ogni respiro respira il profumo di lei. così vicino che gli basta allungare una mano per sentire il suo fianco sotto il palmo. e sente la sua pelle sotto la propria mano. è così vicino che gli basta allungare l'altra mano per afferrarle la nuca, e poi scorrere nuca capelli schiena giù, scorrerla giù fino alle natiche, scendere ancora, e sentire le sue cosce sotto il proprio palmo. è così vicino che basta quel lieve movimento all'indietro del bacino di lei, per averla che aderisce contro il suo pube, per averla che balla il suo culo addosso al suo cazzo. così vicino che le scivola le mani sotto la gonna, sulla pelle, tra le cosce, le scivola le mani lungo le labbra, assecondando i movimenti della sua danza, così vicino che è qualche secondo slacciarsi i jeans, e lasciarli cadere, così vicino che è attimi, premere la propria carne contro le natiche che lei gli balla addosso, scorrerglielo sulla pelle, scivolarglielo sotto, scorrerglielo lungo le labbra che lei gli scorre addosso, così vicino che è un secondo, scivolarle dentro, un attimo solo, un gesto unico, entrarle dentro, sentirla danzare lungo l'asta del suo cazzo che le scivola dentro, è un attimo, un attimo solo, perdersi nel ritmo che lei sta danzando, e danzarlo dentro di lei, quel ritmo che lei danza per lui, è un attimo, un attimo solo perdersi in quel ritmo, e affondarci dentro, e spingerlo in fondo, il ritmo, dentro di lei, spingerle il ritmo dentro in fondo alla fine di lei.....
vuole. vuole quella stanza. vuole quella stanza qualunque stanza essa sia. in penombra o luminosa. piccola o ampia. i vetri aperti, oppure chiusi e le tende tirate e quella luce filtrata e opaca che ricopre ogni cosa quando le tende sono tirate. con le pareti bianche, oppure colorate. la porta chiusa. quando la immagina, la porta è sempre chiusa. la stanza è tante stanze qualsiasi stanza, ma la porta li chiude dentro. vuole quella stanza, qualunque stanza sia. purché ci sia lei, in quella stanza. lei, sul suo petto. sulla sua pelle. lei che gli respira addosso il proprio respiro. il movimento ritmico della cassa toracica contro la sua, che preme, si ritira, preme, si ritira. vuole lei a respirargli sulla pelle. vuole la sua cassa toracica addosso al suo petto. vuole la sua pelle sulla sua. vuole averla contro, addosso, immobili. vuole quegli attimi di sensazioni dilatate. vuole sentirla respirare mentre lui respira addosso a lei. poi, accadrà. il respiro si farà più calmo. respirarsi addosso e il contatto dei due corpi pian piano si trasformeranno in confidenza, in tranquillità. mani e dita inizieranno a scorrere, percorrere, imparare, scoprire l'altro. bocche labbra lingue inizieranno a sentire, assaggiare, baciare, leccare. poi, ci saranno movimenti, e gesti. la scoperta, le sensazioni, le cose nuove. poi, accadrà. sarà il corso naturale della situazione. la stasi lascerà spazio al movimento, e la calma e la tranquillità lasceranno spazio a una nuova foga, una diversa urgenza, a un bisogno impellente e simmetrico, voglie che si alimenteranno e determineranno a vicenda. questo sarà poi, dopo. adesso vuole solo averla addosso. sentirla respirare contro di sé. pelle contro la pelle. e imparare a conoscersi attraverso le sensazioni. guardarla, toccarla, sentirla, averla addosso. tutto insieme tutto nello stesso momento. conoscersi così. sulla pelle. nel respiro.
(5/4)... e hai uno scatto di rabbia. o un qualche tipo di timore. rabbia e timore. vuoi liberarti da queste quattro mani che ti tengono ti toccano ti percorrono, da questi due corpi che ti stringono che ti schiacciano tra loro, vuoi liberarti svanire da in mezzo a questi due. e si vede dal tuo sguardo, forse, ora, la confusione la rabbia il timore, e forse se ne accorge, s., perchè la sua presa sui tuoi fianchi diventa più lieve, quasi carezzata, e in un sussurro di fiato caldo nell'orecchio "stai tranquilla, ci sono io qui con te. ci sono io. lasciati andare. è quello che vuoi.". e sarà la sua voce, e come ti fa sciogliere ogni volta che ti parla con quella voce, saranno le sue mani che ti tengono i fianchi che ti tengono addosso al suo petto e l'odore di lui che respiri ad ogni respiro, saranno le mani dietro di te che ti scorrono tra natiche e cosce e labbra e ano e fianchi e ovunque, e i brividi che ti risalgono dalle reni fino alla nuca, sarà la bocca di s. che ti respira nella bocca e la sua lingua che ti scorre tra labbra e bocca e lingua... sarà tutto o nulla ma la rabbia e la voglia di scappare sono sciolte, svanite, evaporate, trasmutate nella voglia di arrenderti di scoprire di provare, nella curiosità di stare a vedere dove ti porterà questo gioco. perchè è così che ti sembra adesso. un gioco. due compagni di giochi che ti insegnano un gioco nuovo. dove il gioco sono loro. e sono il tuo gioco. loro due. entrambi. e allora decidi. e sei tu a decidere, adesso. e decidi di lasciarli continuare. che poi è l'unica cosa che puoi fare, perchè non puoi muoverti, ma puoi scegliere di chiudere gli occhi, di concentrarti sul tuo corpo e sulle sensazioni che ti dà, di provare a sentire tutto. tutto quello che accade in quattro mani e due bocche. in due corpi premuti addosso. in due pubi che ti tengono inchiodata in mezzo a loro. ed è questo che fai. sentire la mano dietro la nuca che non ha smesso un attimo di stringerti e l'altra che non ha mai smesso di scorrerti sotto la gonna tra stoffa e pelle, tra cosce e natiche, e il suo petto che non ha smesso un momento di premerti addosso, e sentire il suo cazzo duro sotto gli abiti e contro il tuo culo. e sentire le mani di s. che un po' ti accarezzano e un po' ti tirano verso di lui, e la sua lingua e il suo pube che ti preme addosso, e senti il suo odore, e il suo odore è familiare e rassicurante. sensazioni nuove e intriganti dietro e sensazioni familiari e rassicuranti davanti. e quando finalmente ti decidi ad aprire gli occhi li vedi guardarsi in uno sguardo complice e agonistico allo stesso tempo. e ti sembra di leggergli in testa... perchè lo sai dove vogliono arrivare. e sai dove vuoi tu, che arrivino. perchè è questo che vuoi. ora, adesso, qui. è questo che vuoi vivere sentire provare avere. lo sai cosa stanno facendo, con quegli sguardi tra loro. stanno decidendo senza parole chi inizierà a scoparti...
il locale non è grande, noti appena entri. rosso il colore dominante. rosso scuro. ovunque. sulle pareti, negli arredi. c’è gente senza che sia pieno, ti dici mentre vi muovete verso il bancone. noti gli sguardi addosso, mentre passi. gli sguardi li noti. e te li senti addosso. uomini che seguono con gli occhi il tuo percorso. che ti tengono gli occhi addosso. il vestito che indossi come una seconda pelle. che ti aderisce. che lascia scoperte le gambe. e lo spacco del seno. il tacco alto che ti disegna un culo stupendo, lo sai. sei perfettamente consapevole di te. perfettamente consapevole dell’effetto che fai. lo vedi nel modo in cui ti senti guardare. l’hai letto nel suo dirti “sei bella da togliere il fiato”, e il fiato l’ha tolto a te sentirtelo dire dalla sua bocca appoggiata al tuo orecchio appena siete entrati. il modo in cui ti guardano. gli uomini. ma anche le donne. strana sensazione, vedere occhi di donna che scorrono il tuo corpo. ma non come quando sei in giro. non guardano il tuo abbigliamento, qui. guardano il corpo sotto la stoffa. senti che ti guardano il corpo, cercandolo sotto il tuo vestitino. ti appoggi all’angolo del bancone. lui al tuo fianco. senti la sua mano. che appoggia sulla tua gamba, appena sopra il ginocchio, sulla pelle. lo guardi. gli sorridi. “il solito?” e ti viene da ridere, mentre annuisci con la testa, che ci sia un “solito”, tra voi… torni a guardarti in giro. guardi gli uomini. e le donne. li guardi parlare. li guardi mentre si guardano in giro. si guardano in giro spesso, qui. c’è un’aria strana. molti sguardi. e molta complicità, nel guardare, coppie che guardano le stesse persone… guardi le due coppie che ballano a pochi metri da voi. guardi come sono liquidi nel modo di muoversi. e di aderirsi addosso. guardi l’uomo che si avvicina alla pista, e si mette a ballare dietro una delle due donne. lei si volta un attimo, guarda il nuovo arrivato, e torna a guardare l’uomo con cui stava ballando. e il nuovo arrivato che balla dietro di lei. l’uomo che lo guarda. e lui che si avvicina, e le balla addosso, da dietro, lei in mezzo tra questi due uomini. premuta tra due uomini che le ballano addosso. e come scorre addosso a entrambi, lei, scendendo sulle gambe, e risalendo a tempo. e resti a fissarli così, questa donna che balla ritmica e liquida tra i due uomini che la tengono tra loro. “ti piace?” se ne è accorto del tuo guardare fissa quei tre. “…è strano… è bello guardarli… sembrano che stiano per scoparsi, lì, ballando” “può essere, chissà” e scoppia a ridere e senti il fiato della sua risata dentro il tuo orecchio, e senti la sua mano, che si muove lenta e costante, che ti risale la gamba, sale dal ginocchio sulla tua pelle fin sotto la gonna, lungo la tua coscia, lì, al bancone, in mezzo a tutti, e vuoi sentir salire ancora la sua mano, vuoi le sue dita lungo la tua pelle, vuoi le sue dita a scostarti le labbra, mentre stringi la mano intorno al bicchiere gelato, aggrappandoti al freddo bagnato, la sua mano che scivola la tua pelle sotto la gonna, quei tre che ballano ancora quell’amplesso stilizzato, e sono così belli da vedere con la sua mano che scivola sulla tua pelle, e le sue dita che ti sfiorano appena le labbra, e a nessuno frega nulla, nessuno ha sguardi stupiti verso di voi, e spingi avanti il bacino e le sue dita sono tra le tue labbra ora le sue dita sono tue, ora. e la tua lingua che spingi nella sua bocca. con gli occhi addosso. ma lui è tuo, adesso. e tu, vuoi lui. e qualsiasi cosa vorrà da te.
stasera mettiti sexy. un vestitino. scollato. corto. un vestitino da scoparti lì così. niente sotto. stasera andiamo. dove, lo scoprirai. un sorriso mentre rileggi il suo sms. certo che se ne prende di libertà, l’ometto, pensi. la quarta volta che vi vedete, e già ti dice cosa e come, l’ometto. la quarta volta ma la prima che uscite, in realtà, ché le altre 3 è sempre stato un letto che non finiva mai. se ne prende di libertà, ma ti piace questo. sarà la voglia di te che ti fa sentire, così forte e netta e addosso, con quel suo modo di guardarti, scopandoti con gli occhi, come se non esistesse null’altro che te, focalizzandoti tutta la sua voglia addosso, al punto che quando ti guarda così senti la pressione del suo sguardo sulla pelle, come se te lo premesse addosso, quello sguardo. sarà come ti scopa, completamente. disperatamente. come se non ci fosse altra vita al di fuori dell’avere il tuo corpo. come se tu fossi il centro di tutto l’universo. Il suo modo di usarti. e di abusarti. ti piace il suo modo di farti sentire la sua voglia, e la voglia che fa esplodere in te, questo. un vestitino, corto. scollato oltre la curva del seno. niente sotto. la stoffa sulla pelle. sentirla, sulla pelle. ogni movimento, la frizione del tessuto sulla tua pelle. e le mille sensazioni tattili che ti percorrono, quando hai la pelle così sensibile della voglia di lui. ti guardi allo specchio. ti piaci. molto. pensi all’effetto che avrà su di lui. e sorridi. lo sai, come ti guarderà. lo sai già. ti guardi girandoti, prima a destra, e subito dopo a sinistra. ti piace come il vestito ti si incolla addosso, come aderisce ad ogni tua linea, ad ogni tua curva, ad ogni cavità, ad ogni rilievo. il nero sulla tua pelle. il solco del seno che sparisce sotto il tessuto. la pelle delle spalle che contrasta con la stoffa. la linea della gonna a interrompere quella delle tue cosce. le gambe così lineari e alte, con quelle scarpe. ti piaci. e sai che gli piacerai. un vestitino. scollato. corto. un vestitino da scoparti lì così. niente sotto. vuoi essere quello che lui vuole. vuoi essere quello che vuole da te. vuoi fargli esplodere la voglia di te. vuoi sentirti il suo sguardo addosso. vuoi sentirtelo sulla pelle. vuoi essere sua, stasera. e ti avrà. avrà tutto quello che vuole, stasera, avrà tutto quello che si prenderà. sarai la sua troia, stasera. e tutto quello che lui vorrà da te.
è qui di fronte a te. la vedi nella penombra che filtra dalla finestra. è qui di fronte a te, sdraiata. il respiro affannato che le muove il petto. l’alzarsi ritmico del seno. i capezzoli tesi come grani di ghiaccio. il suo respiro ritmicorumoroso. il suo sguardo. addosso. te lo senti addosso, il suo sguardo. lo senti sul tuo cazzo, senti i suoi occhi sulla pelle, te li senti premere sulle vene che si induriscono del suo guardarti, si induriscono delle sue tette che respirano ritmiche, di quelle labbra scolpite sottili, la chimicanimale che ti cresce e si indurisce dentro nel guardarle le cosce, l’addome teso, la curva del pube, le mani che scorre sulla sua pelle. lo sa, lo sa benissimo che ti attrae, che ti eccita, che la vuoi. lo sa benissimo che è quello che vuoi da lei, lo sa benissimo. e ride. ed è nervosa. ed è splendida mentre ride nervosa e complice. e vuole. vuole te. vuole questo. vuole te nudo sdraiato a centimetri da lei, vuole il tuo essere perso di lei al solo guardarla, sulla sua pelle, sul suo corpo, sulla sua mano che scivola e scorre tra cosce pube labbra figa. è lì che si perde di te e di voi, e ti guarda che la guardi. le sue gambe, le sue cosce, i suoi fianchi, il pube rasato, il rilievo delle labbra, i palmi appoggiati sulle cosce e le dita che scorre lungo le labbra, quelle labbra che sono il centro di lei fisso nel tuo sguardo. e stringi. stringi forte. stringi il palmo della mano. lo stringi intorno al tuo cazzo. lo stringi. ed è duro, di vene e carne e pelle. il tuo cazzo è duro di lei, e scorri la mano a scendere fino in fondo a tendere la pelle a scoprire il glande per i suoi occhi e per la sua voglia e per la sua bocca che tende in avanti verso di te. e scorrere in alto, poi, in alto fino in cima e poco oltre, e poi scendere ancora a stringere il pugno stringerlo di più immaginando le sue cosce le sue labbra la sua figa a stringerlo ad avvolgerlo immaginando affondarlo dentro le sue labbra aperte di fronte a te affondarlo dentro di lei. immaginarlo. e respiri il suo odore nelle narici, quell’odore di sesso caldo aperto bagnato della voglia di te, l’interno delle labbra rosa che risalta nel buio, vicino così vicino come sei alle sue dita alle sue mani alle labbra aperte di dita che entrano la carne e scorrono e percorrono le labbra il pube la voglia che hai di sfiorarlo di percorrerle labbra a salire con la lingua la voglia del suo sapore delle sue labbra della sua figa nella tua bocca, la voglia di affondarle dentro la lingua e sentire le pareti scivolarle dentro la lingua e percorrerle scorrerla scivolarla berla succhiarla la voglia di affondarle dentro. le regole. la voglia il desiderio. resistere. resistere. rispettare la regola, ti ripeti come un mantra mentale. e senti il suo volto il suo sguardo a millimetri dal tuo cazzo che scorri per lei e per la voglia che hai, il ritmo, il tuo, la pressione del palmo, delle dita, il tempo, il ritmo di salire e scendere, il ritmo di scorrere pelle sulla carne indurita sulle vene gonfie di sangue, scorrere il pugno lungo l'asta, su, e giù, su, e di nuovo giù, stringere scorrere il cazzo teso affondando la mano fino al pube e risalendo fino alla fine scorrerlo per il suo sguardo per la sua voglia per le sue dita e “ti prego… ti prego… dammene un po’” la sua bocca che si apre e si spinge in avanti la voglia di spingere il tuo pube affondare il tuo cazzo tra quelle labbra nella sua bocca sulla sua lingua affondare dentro di lei, la voglia di farlo istinto primordiale, resistere, rispettare la regola, il tuo mantra mentale. allunghi la mano. sul suo fianco sulla sua pancia. la spingi giù. la schieni sul materasso, la tieni lì. la sua voglia che ti cresce davanti che ti arriva addosso a ondate emozionali e alimenta la tua come una fiamma dentro uno specchio, e il fiato che ti respira addosso il ritmo che aumenta la mano che stringe e scorre affonda risale affonda risale l'odore del suo sesso l’odore che respiri a fondo, guardi le sue dita senti il suo respiro i gemiti che soffoca la voglia che ha che ti dà che ti spinge addosso, scorri veloce più veloce stringi il cazzo duro nel palmo mentre stringi il suo fianco con l'altra mano guardi le sue dita che scorrono aprendo le labbra risali la mano dalla sua coscia le risali la pelle scorri su di lei, e la tua mano la porti sopra la sua aderisci dita alle sua dite e le sue dita le affondi dentro di lei al suo ritmo il tuo ritmo la sua figa di fronte ai tuoi occhi il suo viso i suoi occhi la sua bocca di fronte al tuo cazzo scorri veloce affondi risali affondi risali le sue dita sotto le tue che spingi dietro di lei e senti la spinta del suo bacino che porta avanti e indietro e avanti a scoparsi le sue dita e le tue, scorri la mani sul dorso della sua risali con due dita cerchi il suo clitoride lo premi lo schiacci ci giri attorno lo afferri tra pollice e indice e sfreghi le dita e senti le contrazioni del suo addome senti la sua mano che affonda dentro risale affonda risale la tua mano frenetica ora stringe il cazzo a pugno stretto scorre veloce sempre più veloce il ritmo accelerato che stringi con le dita sul suo clitoride lo stesso ritmo delle spinte che dà con il bacino un ritmo sincrono e il cazzo teso duro che stringi che scorri lo sguardo ipnotizzato dalle dita che si affonda dentro la figa per te e contro il palmo il duro del tuo cazzo e dalla radice del tuo pube la spinta che preme dello sperma che vuole esplodere risalire lo sperma che vuoi venirle addosso che le vuoi addosso ovunque stringi le dita sul suo clitoride stringi il pugno attorno al tuo cazzo accelera ancora il suo respiro il suo ritmo i suoi gemiti la guardi la guardi fisso e perso mentre sai che fissa il tuo cazzo la tua mano mentre premi dita sul suo centro mentre le sue dita affondano sempre più, i gemiti i respiri i movimenti convulsi e secchi del suo pube che ti sbatte addosso e l’esplosione dal fondo del pube dei testicoli lungo asta il getto di sperma risale arriva esplode visocapellipellebocca esplode su di lei. la guardi venire che viene guardandoti venire di lei.
la tua mano ancora sulla sua. la sua mano ancora nella tua. stringi le tue dita tra le sue. bagnate, le sue dita. bagnate, le tue. stringe le sue dita tra le tue.
la guardi dritta negli occhi che tiene dritti nei tuoi.
i respiri che scendono.
respiro dopo respiro.
respiri. respiri a fondo. respiri a riempirti i polmoni e le narici del suo odore. ti piace. ti è piaciuto da subito, il suo odore. appena ti è venuto vicino, appena gli sei andata vicino, di sotto, poco fa. il suo odore. così buono respirarlo. e non ti sembra vero che adesso sia lì, lui, davanti a te, lì che ti guarda che ti vuole lì che aspetta che ti lasci venire del suo sguardo fisso sul tuo corpo. sulle tue dita. appena un minuto fa tremavano dall’eccitazione e dalla voglia, le tue dita. ora invece si muovono. lente e circolari. si muovono lungo la pelle. circolari. scorrono cosce scorrono pube circolari scorrono pelle. le tue dita che scorrono. scorrono lungo le labbra. scorrono tra le tue cosce bagnate. cosce. labbra. cosce. pube. labbra. e chiudi gli occhi e li riapri, e ti accorgi di avere il viso girato verso il cuscino. e il dorso della mano davanti alla bocca. come a voler coprire il tuo respiro. ma non ha senso. potresti ansimare. potresti anche gridare. tanto di sotto la musica è alta, voci che parlano, nessuno ti sentirebbe. e il pensiero ti fa ridere. e ti piace. e vorresti abbracciarlo, e baciarlo, e stringerlo ancora un po’, quest’uomo che ti sei portata via da una festa noiosa per giocare un po’ con lui. ma non si può. non puoi. perché c’è fretta, adesso. lui ne ha. lo capisci. la senti, la sua fretta, la senti nei suoi gesti nel movimento della sua mano nel suo respiro rotto, la sua fretta e la tua ansia. la simmetria dei respiri rotti e della voglia che vi schiaccia e vi rende frenetici. fretta. ansia. animale. e osservi la sua mano chiusa intorno al suo cazzo, e quando tira indietro la pelle a mostrartelo le tue labbra si schiudono, e hai uno sussulto in avanti, un riflesso condizionato, perchè vuoi prenderglielo in bocca, il suo cazzo, ora, vuoi assaggiarlo leccarlo scorrerlo sentirne saporeodore sentirlo labbralinguabocca, perchè è così che si fa, perchè è questo che lui vuole, che tutti vogliono, è questo quello che vuoi tu, ora, adesso, qui, vuoi scivolarti il suo cazzo in bocca in fondo boccagola a soffocarti a riempirti di lui. il suo sapore. la sua pelle che ti scorre la lingua. l’odore. lo vuoi. ma non puoi. non puoi. appena provi a sollevarti la sua mano sale al tuo fianco sale all’addome e ti spinge giù. giù con forza. con tutto il suo peso. le regole che gli hai dato. che ti ha dato lui. guardare. respirare. resistere. resistere al toccare. al contatto. le regole dell’adesso qui. e le tue cosce si allargano e aumenta sempre di più la voglia di sentirlo entrare e di averlo dentro duro, caldo e duro e bagnato. e le tue dita scorrono, scorrono premono entrano percorrono labbraclitoride riemergono scorrono. le tue dita la sua voglia e il suo sguardo che senti addosso premuto dove premi le tue dita, lui che ti vuole e la voglia che hai tu di lui. i suoi occhi premuti tra le tue cosce, sulle tue dita, lungo le labbra, sul tuo clitoride. il suo cazzo che riempie il tuo campo visivo il suo cazzo che ipnotizza il tuo sguardo nel movimento della sua mano nell’averlo a centimetri dal tuo volto dalle tue labbra dalla tua lingua da te.
e adesso non ridi più. adesso no. adesso gemiti e respiri rotti e affannati, e dalle labbra ti esce un "ti prego…ti prego… dammene un po’" ma è lui che decide, adesso, e “shhhh stai zitta guardalo” non serve, non serve pregarlo, non serve volerlo dentro perchè non lo farà. giochi con le regole. tu ci provi. lui non cede. non è questo che vuole. scoparti. no. quello che vuole è scoparti di sguardo premuto addosso mentre ti tocchi ditamano lungo le labbra aprendole scorrendo scivolandotele dentro quello che vuole è la tua voglia del cazzo che ti scorre davanti agli occhi la mano che scende la pelle tirata in fondo e poi di nuovo salire quel cazzo che respiri a millimetri da te. e poi. e poi la sua mano. che si avvicina. che risale la pelle lungo le tue cosce. la sua mano e le sue dita. e fai per togliere la tua. ha ceduto sta cedendo. lui e le regole. cede. le sue dita la sua mano le tue cosce la pelle il bagnato le labbra la tua figa. e invece prende le tue dita, indice, medio, e piano ti guida, e te le spinge dentro, ed è strano, è strana la sua mano che spinge strano sentire le tue dita dentro la tua figa bagnata e spingi il bacino ritmicamente lo spingi in avanti, indietro, in avanti, e ti piace la sua mano con le tue dita, ti piace affondata dentro, ti piace le sue dita improvvise clitoride e stretta improvvisa il lampo caldobagnatoimprovviso delle sue dita sul tuo clitoride e non pensi più, non pensi, guardi e senti, guardi lui il movimento della sua mano frenetico accelerato senti le tue dita che spinge affondate dentro di te le sue dita stringono rilasciano stringono rilasciano il tuo clitoride il suo respiro accelera, accelera il tuo, il suo orgasmo che sta arrivando lo senti arrivare lo senti, senti arrivare il tuo che inzia tra le tue cosce dentro di te lo senti salire lo senti salire la stretta improvvisa della sua mano dita che affonda con le tue dita dentro di te l’orgasmo risale come fiammata dall’interno all’esterno l'orgasmo che esplode improvviso il tuo esplodere fiammata interiore e il getto caldo che volto faccia bocca capelli collo seno il getto caldo del suo sperma su di te. lo guardi venire che viene guardandoti venire di lui.
la sua mano ancora sulla tua. la tua mano ancora nella sua. stringe le tue dita tra le sue. bagnate, le sue dita. bagnate le tue. stringi le sue dita tra le tue.
lo guardi dritta negli occhi che tiene dritti nei tuoi.
i respiri che scendono.
respiro dopo respiro.
rallentano.
scendono.
il tuo, il suo.
(AnonimA, StillRunning remix)